La sanificazione: sviluppi e best practices nel 2021
Dal primo annuncio relativo al Covid-19 in avanti, la sanificazione degli ambienti è diventata un tema di assoluto interesse. Se ne parla in ogni dove, eppure molti ancora confondono questo termine con un generale concetto di pulizia.
Si tratta di due trattamenti completamente diversi, con i loro tratti distintivi e che appartengono a categorie differenti.
Settimo Sviluppo si occupa di entrambe le operazioni per i propri clienti. Con questo articolo vogliamo illustrare questa importante differenza e approfondire l’argomento.
Sanificazione e pulizia: cosa bisogna sapere?
Al giorno d’oggi, con la diffusione ancora in corso del Coronavirus, è di vitale importanza comprendere il funzionamento della sanificazione e degli elementi che la contraddistinguono della semplice pulizia.
Anche il termine “disinfezione” è spesso confuso con le operazioni precedentemente citate, quando invece rappresenta una terza modalità.
Ognuno di questi 3 trattamenti infatti, prevede tecniche precise che per funzionare devono essere eseguite nel modo corretto.
Qui di seguito chiariremo il dubbio una volta per tutti:
- la pulizia consiste precisamente nell’eliminazione dello sporco visibile;
- la disinfezione prevede l’applicazione di agenti disinfettanti in grado di ridurre, tramite la distruzione o l’inattivazione, il carico microbiologico presente su oggetti e superfici da trattare;
- la sanificazione è un intervento mirato a eliminare qualsiasi agente contaminante che le comuni pulizie non riescono a rimuovere, quali microrganismi patogeni come batteri, germi o virus.
Ecco che questi 3 termini, spesso confusi e utilizzali indistintamente come sinonimi, prendono così un diverso significato, rappresentando stadi di igiene differenti.
Vantaggi della sanificazione ambientale
Spesso, l’aria che respiriamo negli ambienti chiusi, è contaminata. Le ragioni possono essere molte, ma è provato che l’aria sanificata corrisponde ad avere una maggiore qualità della vita.
Quali sono i vantaggi effettivi della sanificazione ambientale?
- L’abbattimento di batteri, virus, muffe, funghi e inquinanti chimici/biologici;
- l’eliminazione di allergeni e cattivi odori;
- la riduzione delle particelle fini nell’aria;
- il miglioramento della produttività lavorativa e la riduzione dei giorni di malattia.
Il bonus sanificazione: come funziona?
Il decreto “Cura Italia”, all’articolo 64, ha introdotto un credito d’imposta pari al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti (comprendendo anche l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali) sostenute fino a un massimo di ventimila euro per ciascun beneficiario.
Quest’agevolazione è rivolta ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione.
Con il Dl “Rilancio” le direttive inerenti al bonus sono state ulteriormente modificate:
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- il range dei potenziali beneficiari si è ampliato, includendo gli enti non commerciali, gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
- la misura di credito d’imposta è aumentata dal 50% al 60%;
- il limite massimo fruibile ha raggiunto i 60mila euro;
- tra le spese agevolabili è stato aggiunto l’acquisto di dispositivi come termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti.
La legge di bilancio 2021 ha fissato il nuovo termine per il bonus sanificazione, segnando come data ultima per l’utilizzo del credito di imposta in compensazione il 30 giugno 2021 (invece del 31 dicembre 2021).
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